Come si richiede la cartella clinica 

Durante il ricovero il paziente ha diritto di consultare e prendere visione della cartella clinica, ma può ottenerne una copia solo dopo le dimissioni. 

Ebbene, qualora per una qualsiasi ragione sorga la necessità di reperire la propria cartella clinica, come si richiede? 

A questo fine va effettuata una distinzione tra le cartelle cliniche delle strutture sanitarie pubbliche e quelle delle case di cura private. 

La cartella clinica della struttura pubblica viene conservata, dopo le dimissioni del paziente, in un apposito archivio. 

La cartella clinica detenuta da una struttura sanitaria pubblica ha natura di documento amministrativo e dunque può essere richiesta secondo la disciplina generale che garantisce il diritto di accesso ai documenti amministrativi. 

La richiesta generalmente va presentata presso un apposito ufficio dell’ospedale dove il paziente ha ricevuto le cure. 

Sebbene non sia obbligatorio per legge, è opportuno presentare una richiesta scritta. Tale richiesta può essere preparata dall’interessato indicando le generalità del paziente, il reparto di degenza e il periodo di ricovero. In alternativa è consigliato utilizzare gli appositi moduli disponibili gratuitamente on line sui siti web delle singole strutture o cartacei presso gli uffici. 

La richiesta può essere presentata personalmente dal paziente o da un soggetto delegato, quale potrebbe essere il medico di famiglia o un avvocato. 

In tal caso è necessario presentare la delega, il documento di identità del delegante e quello del delegato. 

Solitamente i moduli messi a disposizione anche on line dalla singola struttura sanitaria prevedono una sezione da compilare in caso di delega. In alternativa il soggetto interessato può preparare da sé una delega, che non è soggetta a particolari obblighi di forma. 

Nei casi in cui il paziente sia un minore sono legittimati a richiedere la cartella clinica i genitori, presentando una autocertificazione sullo stato di famiglia. 

Nel caso di paziente inabilitato è legittimato il curatore, per l’interdetto il tutore e per il beneficiario di una amministrazione di sostegno sarà legittimato l’amministratore, esibendo copia del provvedimento di nomina emesso dal giudice. 

Infine, nei casi in cui il paziente sia deceduto, hanno diritto di presentare la richiesta gli eredi, consegnando copia del certificato di morte e autocertificazione sullo stato di erede. 

In alcuni casi la cartella clinica può essere richiesta da un soggetto terzo, anche senza il consenso del paziente. 

Ciò si verifica quando la cartella clinica è necessaria per difendere un diritto fondamentale, dunque di grado pari a quello dell’interessato a mantenere la riservatezza sul proprio stato di salute. Ad esempio è stato riconosciuto il diritto ad ottenere la cartella clinica di un terzo: 

– nell’ambito di un processo di annullamento del matrimonio, da parte dell’altro coniuge; 

– nell’ambito di un processo per responsabilità contro l’ente ospedaliero, da parte di un dipendente che riteneva di aver contratto la malattia durante l’orario di lavoro (in questo caso oscurando le generalità dei pazienti, in quanto non necessarie ai fini della prova processuale). 

– All’atto della richiesta della cartella clinica, che viene rilasciata in copia, va pagata una somma per le relative spese di riproduzione (generalmente di importo inferiore a 30,00 euro). 

 

Il rilascio della copia deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta. 

In caso di rifiuto o ritardo nel rilascio si può agire davanti al Tribunale amministrativo per avere un provvedimento del giudice che ordini all’ente di consentire la visione o l’estrazione di copia dei documenti richiesti. 

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